10 parole dialettali Alessandria

Piccolo dizionario del dialetto alessandrino

10 parole dialettali di uso comune per conoscere meglio la cultura e le tradizioni di Alessandria e del suo territorio. 


 L'Italia viene spesso definita il Paese dei mille campanili per sottolineare le infinite identità culturali che la caratterizzano e differenziano. Una componente importante di queste identità è rappresentata dai dialetti, che con le loro sfumature riflettono le peculiarità di ogni regione e di ogni città, raccontandone la storia altrettanto bene di quanto fanno i monumenti e le opere d’arte.

 

Per questo, il nostro team ha creato per i nostri viaggiatori un piccolissimo vocabolario di 10 parole del dialetto alessandrino. In questo modo potrete cominciare a conoscere un po’ meglio il nostro territorio e, perché no, a confondervi tra la gente del posto. Attenzione alla pronuncia però!

 

·        Anlòt: Gli agnolotti, tipico piatto della cucina alessandrina che consiste in una pasta di forma quadrata ripiena di carne arrosto. La prossima volta al ristorante provate ad ordinarli in dialetto, non si sa mai che vi arrivi una porzione più abbondante.

agnolotti

·        Barlafùs: Un oggetto inutile e tendenzialmente ingombrante. Spesso è usato anche per apostrofare bonariamente una persona goffa e imbranata.

·        Cadregæ: Termine molto diffuso, comune a quasi tutto il nord Italia per indicare la sedia. Non può mancare nel vocabolario di un turista in visita ad Alessandria.

·        Fiocæ: Parola che potrebbe capitarvi di sentire per strada in questa stagione, che sta ad indicare la neve. Ma siccome ci piace complicarci la vita, per indicare il singolo fiocco di neve usiamo vulæra.

neve

·        Lapòn: Deriva dal verbo lapà (=mangiare) e sta ad indicare una persona golosa, una buona forchetta. Se ve lo sentite dire al ristorante vuol dire che avete fatto onore alla tavola. Complimenti!

·        Pòm: La mela. Questo termine testimonia il forte legame del nostro dialetto con il francese. Chi non mastica questa lingua può essere tratto in inganno, pensando si tratti di una curiosa abbreviazione per il pomodoro, invece no! Per indicare il pomodoro usiamo tomaticæ. Da tenere a mente nel caso voleste acquistare frutta e ortaggi da qualche contadino.

mela

·        Rabatà: Verbo che significa cadere e che ha dato il nome ad uno dei piatti più famosi della cucina alessandrina: i rabatòn. Questi grossi gnocchi a base di verdure e formaggio vengono preparati proprio facendoli cadere e rotolare nella farina. Da assaggiare assolutamente!

·        Scarnebia: Termine meteorologico che sta ad indicare una particolare condizione climatica, molto comune negli autunni alessandrini, ossia una pioggerella molto fine, quasi vaporizzata, via di mezzo tra la pioggia e la nebbia. Detta così sembra terribile ma una volta che ci si fa l’abitudine diventa quasi piacevole, soprattutto se si sta al caldo, con una tazza fumante di tè in mano.

 

Questo è solo un assaggio del nostro dialetto. Se siete curiosi di approfondire vi consigliamo caldamente di non essere timidi e di provare a fare conversazione con la gente del posto, meglio se un po’ più avanti con gli anni. In questo modo, oltre ad imparare il dialetto, avrete modo di ascoltare storie ed aneddoti molto interessanti.

 

A ‘s veduma, viaggiatori!

 

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